In alternativa puoi utilizzare anche la mandorle pelate, oppure puoi optare per le arachidi o le nocciole tostate. Se preferisci, puoi arricchire la preparazione con 1/2 cucchiaino di cacao amaro oppure, per una resa più profumata, puoi unire un pizzico cannella, una puntina di vaniglia in polvere o la scorza grattugiata di un’arancia o di un limone.
Piccola curiosità: le mandorle pralinate sono conosciute anche come “addormentasuocere”. Il nome deriverebbe dal fatto che nell’antichità le persone anziane, quasi completamente prive di denti, non potevano addentare i dolcetti e così facevano sciogliere lentamente in bocca lo zucchero. Questo impediva alle suocere di usare la loro “lingua lunga”: per gustarsi le mandorle dovevano necessariamente stare in silenzio per diverso tempo, un’attività che portava le donne ad addormentarsi e salvare i fidanzati dall’ennesimo terzo grado nelle famiglie dei rispettivi partner.
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Ogni volta che preparo questo piatto gli ospiti mi chiedono la ricetta.









