Provando a superare la naturale e inevitabile diffidenza verso questo tipo di prodotti, il consumo di grilli (così come degli altri insetti sopra citati) rappresenta una valida quanto più sostenibile alternativa alla fruizione di alimenti di origine animale. Non solo i grilli sono ricchi di proteine (tra il 60 e l’80%, anche con un maggior contenuto di ferro rispetto al manzo), minerali e vitamine, ma i costi per la loro cura sono decisamente contenuti, rappresentando anche un’alternativa ecosostenibile agli allevamenti di bestiame. Basti pensare che per la produzione di un chilo di grilli sono necessari circa 15 mila litri in meno di acqua rispetto all’equivalente quantità di carne, con le dosi emesse di gas serra fino a 100 volte inferiori.

Anche (se non soprattutto) una motivazione etica insomma alla base dell’approvazione da parte dell’UE al consumo di questo novel food. Come specificato da una nota della Commissione parlamentare, starà poi: “… ai consumatori decidere se vogliono mangiare insetti o no”. Per il momento, comunque, solamente l’azienda olandese Fair Insects BV ha ottenuto l’autorizzazione a commercializzare i grilli a scopo alimentare umano.
Altre ditte italiane sono in attesa di conoscere le linee guida per omologarsi e fare il loro ingresso nel mercato. Certo, far breccia nelle preferenze delle persone non sarà impresa facile, ma coloro che hanno già avuto modo di mangiare i grilli assicurano come il sapore dell’insetto sia molto simile a quello delle noci. Non resterebbe altra soluzione che provare…
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